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Fermenti lattici e probiotici: come scegliere un integratore e leggere l’etichetta

Rappresentazione 3D di batteri a forma di bastoncino associati ai fermenti lattici

Quando si acquista un integratore di fermenti lattici, uno dei primi elementi che attira l’attenzione è il numero di miliardi riportato sulla confezione. Cinque, dieci, venti o cinquanta miliardi: ma cosa indicano davvero questi valori?

La quantità di microrganismi vivi è un’informazione importante, ma non è l’unica da considerare.

Per confrontare correttamente due integratori occorre leggere anche i nomi dei microrganismi presenti, l’eventuale identificazione dei ceppi, la dose giornaliera, la formulazione e le indicazioni di conservazione.

In questo articolo vedremo come scegliere un integratore di fermenti lattici, cosa significano le UFC, quali differenze esistono tra fermenti lattici e probiotici e come interpretare le principali informazioni presenti sull’etichetta.

Utilizzeremo anche un esempio concreto, Acticolon AVD Reform, per capire come leggere la composizione di un prodotto e distinguere le quantità dichiarate per capsula da quelle riferite alla dose giornaliera.

Fermenti lattici e probiotici: sono la stessa cosa?

I termini fermenti lattici e probiotici vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma dal punto di vista scientifico non indicano esattamente la stessa cosa.

Con l’espressione fermenti lattici si fa generalmente riferimento a microrganismi capaci di fermentare determinati zuccheri producendo acido lattico. Alcuni vengono utilizzati da molto tempo nella produzione di alimenti fermentati, come yogurt e altri prodotti lattiero-caseari.

Il termine probiotici, invece, ha un significato più specifico. Secondo la definizione scientifica condivisa a livello internazionale, si tratta di microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite.

Questo non significa che qualsiasi microrganismo presente in un alimento fermentato o in un integratore possa essere automaticamente considerato probiotico. La valutazione richiede di conoscere l’identità dei microrganismi, le loro caratteristiche e le evidenze scientifiche disponibili.

Nella scelta di un prodotto, quindi, è utile andare oltre il nome commerciale e osservare attentamente la composizione.

Immagine microscopica di microrganismi con forme allungate e arrotondate

Che cosa sono le UFC negli integratori di fermenti lattici?

La sigla UFC significa Unità Formanti Colonia, dall’inglese CFU, Colony Forming Units.

È un’unità utilizzata in microbiologia per esprimere il numero di microrganismi vitali in grado di formare colonie nelle condizioni previste dal metodo di analisi.

Quando un integratore dichiara un determinato numero di UFC, sta comunicando una quantità di microrganismi vitali riferita alle condizioni e al momento specificati dal produttore.

Per interpretare correttamente il valore è importante verificare se viene indicato:

  • per singola capsula;
  • per dose giornaliera;
  • al momento della produzione;
  • oppure fino al termine del periodo di conservazione.

Queste informazioni possono fare una differenza significativa nel confronto tra prodotti.

Più miliardi di UFC significano un integratore migliore?

Non necessariamente.

Il numero delle UFC, considerato da solo, non permette di stabilire se un integratore sia più adatto di un altro.

Un prodotto che dichiara un numero elevato di microrganismi non è automaticamente superiore a una formulazione con una quantità inferiore.

Per una valutazione più completa bisogna considerare anche l’identità dei microrganismi, l’eventuale identificazione dei ceppi, la dose giornaliera, le caratteristiche della formulazione e le condizioni di conservazione.

Un numero più elevato di UFC non rappresenta, da solo, una garanzia di maggiore qualità o efficacia.

Per questo motivo è preferibile leggere l’intera etichetta, senza fermarsi al dato numerico più evidente.

Perché è importante conoscere i ceppi batterici?

Leggendo la composizione di un integratore si possono incontrare nomi come Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium.

Questi nomi identificano gruppi di microrganismi. In alcuni casi sono accompagnati da sigle alfanumeriche che consentono di riconoscere uno specifico ceppo.

La distinzione è importante perché microrganismi appartenenti alla stessa specie non sono necessariamente identici.

In microbiologia è utile distinguere tre livelli:

Genere: raggruppa microrganismi con caratteristiche comuni.

Specie: identifica un gruppo più specifico all’interno del genere.

Ceppo: identifica una particolare linea microbica, generalmente contraddistinta da un codice.

Quando una ricerca scientifica riguarda uno specifico ceppo, i risultati non possono essere automaticamente estesi a tutti gli altri microrganismi della stessa specie.

Cosa controllare nell’elenco degli ingredienti

Un’etichetta informativa dovrebbe consentire di identificare con la maggiore precisione possibile i microrganismi utilizzati.

La presenza di denominazioni dettagliate facilita il confronto tra formulazioni e la ricerca di informazioni attendibili.

È comunque importante ricordare che la presenza di un ceppo identificato non dimostra, da sola, un determinato beneficio del prodotto finito.

Cosa significa fermenti lattici gastroprotetti?

La gastroprotezione è una caratteristica tecnologica che può essere utilizzata nella formulazione di alcuni integratori contenenti microrganismi vivi.

Durante il passaggio attraverso l’apparato digerente, i microrganismi incontrano condizioni differenti, tra cui l’ambiente acido dello stomaco.

Alcune formulazioni impiegano tecnologie o rivestimenti studiati per proteggere determinati componenti durante questo passaggio.

Quando un integratore viene descritto come gastroprotetto, è utile capire a quale elemento si riferisce questa caratteristica: ai singoli microrganismi, a una miscela oppure alla capsula.

La gastroprotezione, tuttavia, non deve essere interpretata come una garanzia di sopravvivenza totale dei microrganismi né come prova di maggiore efficacia rispetto a qualsiasi prodotto non gastroprotetto.

Rappresenta una caratteristica formulativa da valutare insieme alle altre informazioni disponibili.

Fermenti lattici e prebiotici: qual è la differenza?

Un altro elemento che può comparire nelle formulazioni è la presenza di ingredienti comunemente associati al concetto di prebiotici.

I probiotici sono microrganismi vivi che soddisfano specifici criteri scientifici. I prebiotici, invece, sono substrati utilizzati selettivamente dai microrganismi dell’ospite e associati a un beneficio per la salute, secondo la definizione scientifica del termine.

Tra gli ingredienti presenti in alcuni integratori troviamo i frutto-oligosaccaridi (FOS), una famiglia di carboidrati non digeribili.

Non tutti gli ingredienti fibrosi sono automaticamente prebiotici e la presenza di FOS non permette, da sola, di attribuire al prodotto qualsiasi effetto sul microbiota.

Quando si confrontano due integratori, è comunque utile verificare se contengono soltanto microrganismi vivi oppure anche altri ingredienti, come fibre e oligosaccaridi, e in quali quantità.

Come scegliere un integratore di fermenti lattici: 7 controlli utili

Una scelta consapevole comincia da una lettura completa dell’etichetta, non dal numero più grande stampato sulla confezione.

1. Verifica quali microrganismi contiene

Controlla la denominazione dei microrganismi e l’eventuale presenza di codici identificativi dei ceppi.

Una composizione chiaramente descritta permette di comprendere meglio ciò che si sta acquistando.

2. Controlla le UFC dichiarate

Verifica il numero di unità formanti colonia e, soprattutto, a quale quantità di prodotto si riferisce.

Dieci miliardi per capsula e dieci miliardi per due capsule non rappresentano la stessa concentrazione per unità.

3. Leggi la dose giornaliera

La quantità di microrganismi deve essere interpretata insieme alla modalità d’uso indicata dal produttore.

Confrontare due prodotti senza considerare il numero di capsule previsto ogni giorno può portare a conclusioni sbagliate.

4. Valuta la formulazione

Controlla se sono presenti caratteristiche come la gastroprotezione o l’aggiunta di altri ingredienti.

Questi elementi descrivono il prodotto, ma non devono essere trasformati automaticamente in promesse di risultati.

5. Leggi l’elenco completo degli ingredienti

Oltre ai microrganismi, verifica la presenza di fibre, eccipienti, componenti della capsula ed eventuali allergeni.

Questo controllo è particolarmente importante per chi segue specifiche esigenze alimentari.

6. Controlla le condizioni di conservazione

Alcuni prodotti richiedono la refrigerazione, altri possono essere conservati a temperatura ambiente secondo le istruzioni riportate sulla confezione.

Non esiste una regola identica per tutti gli integratori di fermenti lattici.

Segui sempre le indicazioni del produttore, comprese quelle eventualmente previste dopo l’apertura.

7. Considera il formato e la durata della confezione

Il numero di capsule presenti non corrisponde necessariamente al numero di giorni di utilizzo.

Una confezione da 30 capsule, ad esempio, copre 15 giorni se la dose indicata è di due capsule al giorno.

È un dettaglio semplice, ma importante anche per confrontare correttamente il costo delle diverse formulazioni.

Confezione di Acticolon AVD Reform con capsule e illustrazione dell'intestino

Acticolon AVD Reform: un esempio pratico di lettura dell’etichetta

Per applicare questi criteri a un prodotto reale, prendiamo come esempio Acticolon AVD Reform, un integratore alimentare a base di fermenti lattici vivi disponibile su naturalclic.

Acticolon contiene una miscela gastroprotetta di fermenti lattici vivi e frutto-oligosaccaridi (FOS), in capsule vegetali.

La confezione riporta l’indicazione «No glutine» e specifica che il prodotto potrebbe contenere derivati del latte.

Quali fermenti lattici contiene Acticolon?

L’etichetta identifica tre microrganismi con i rispettivi codici:

  • Lactobacillus rhamnosus LRH11
  • Lactobacillus acidophilus LA5
  • Bifidobacterium BB12

Per ciascuno viene dichiarata una quantità non inferiore a 1 miliardo di UFC per dose giornaliera di 2 capsule.

La quantità minima complessiva dichiarata è quindi di 3 miliardi di UFC per la dose giornaliera di 2 capsule.

La formulazione contiene inoltre 65 mg di frutto-oligosaccaridi (FOS) per dose giornaliera.

Composizione di Acticolon per 2 capsule

Ingrediente caratterizzanteQuantità per dose giornaliera
Lactobacillus rhamnosus LRH11Non meno di 1 miliardo UFC
Lactobacillus acidophilus LA5Non meno di 1 miliardo UFC
Bifidobacterium BB12Non meno di 1 miliardo UFC
Frutto-oligosaccaridi (FOS)65 mg

Questo esempio mostra perché, quando si confrontano integratori differenti, sia fondamentale verificare non soltanto il numero di UFC, ma anche a quante capsule si riferisce il valore.

Un dato espresso per dose giornaliera non deve essere confuso con una quantità dichiarata per singola capsula.

Formato e modalità d’uso

Acticolon è disponibile in confezione da 30 capsule vegetali da 400 mg, per un peso netto complessivo di 12 g.

La dose consigliata riportata sulla confezione è di 2 capsule al giorno, preferibilmente alla sera prima di coricarsi.

Seguendo questa indicazione, una confezione corrisponde a 15 giorni di utilizzo.

Come conservare Acticolon

L’etichetta indica di conservare il prodotto in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce solare e dalle fonti di calore.

Dopo l’apertura è preferibile conservarlo in frigorifero, secondo quanto riportato sulla confezione.

Le condizioni di conservazione sono un elemento importante da considerare quando si sceglie un integratore contenente microrganismi vivi.

Ingredienti e allergeni

Oltre ai fermenti lattici e ai FOS, l’etichetta riporta amido di mais, maltodestrine, antiagglomeranti e una capsula vegetale a base di idrossipropilmetilcellulosa.

La confezione reca la dicitura «No glutine», ma segnala anche che il prodotto potrebbe contenere derivati del latte.

Chi presenta allergie o esigenze alimentari specifiche deve sempre verificare attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta aggiornata.

Scopri Acticolon AVD Reform 30 capsule su naturalclic

Come confrontare due integratori senza fermarsi al numero di miliardi

Immaginiamo due confezioni.

La prima evidenzia un numero elevato di UFC, ma fornisce poche informazioni sui microrganismi presenti.

La seconda indica un numero inferiore, ma descrive in modo dettagliato i microrganismi, la quantità per dose giornaliera e le condizioni di conservazione.

Non è possibile stabilire quale sia il prodotto migliore soltanto da questi elementi. Tuttavia, una descrizione completa consente al consumatore di effettuare una valutazione più informata.

Per questo motivo, quando confronti due integratori, considera insieme quantità, identità dei microrganismi, formulazione, dose, conservazione e informazioni scientifiche disponibili.

Tabella riepilogativa: cosa leggere sull’etichetta

InformazionePerché controllarla
UFCIndicano la quantità di microrganismi vitali secondo il riferimento dichiarato
Genere, specie e ceppoAiutano a identificare i microrganismi presenti
Quantità per dosePermette di confrontare correttamente prodotti differenti
GastroprotezioneDescrive una caratteristica della formulazione
FOS e altri ingredientiCompletano il quadro della composizione
Modalità d’usoIndicano la quantità prevista dal produttore
ConservazioneAiuta a rispettare le condizioni previste per il prodotto
Numero di capsulePermette di calcolare la durata della confezione

Quando assumere i fermenti lattici: prima o dopo i pasti?

Non esiste un orario universalmente valido per tutti gli integratori di fermenti lattici.

Le modalità d’uso possono dipendere dalle caratteristiche dei microrganismi, dalla formulazione e dalle indicazioni specifiche del produttore.

Alcuni prodotti prevedono l’assunzione durante i pasti, altri in momenti differenti della giornata.

La scelta più corretta è seguire le istruzioni riportate sull’etichetta, evitando di modificare autonomamente le dosi.

Per Acticolon AVD Reform, il produttore indica due capsule al giorno, preferibilmente alla sera prima di coricarsi.

Per quanto tempo si possono assumere i fermenti lattici?

La durata dell’assunzione non è uguale per tutti i prodotti e per tutte le persone.

Non è corretto considerare automaticamente necessario un ciclo di sette, quindici o trenta giorni, né presumere che un utilizzo più lungo sia sempre preferibile.

La durata deve essere valutata in relazione al prodotto, alle indicazioni riportate in etichetta e alle esigenze individuali.

In presenza di condizioni mediche, terapie farmacologiche o situazioni particolari, è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

Domande frequenti sui fermenti lattici

Che differenza c’è tra fermenti lattici e probiotici?

Fermenti lattici è un’espressione generalmente riferita a microrganismi capaci di produrre acido lattico attraverso la fermentazione. Il termine probiotici indica invece microrganismi vivi che soddisfano specifici criteri scientifici, inclusa la disponibilità di evidenze di beneficio nelle condizioni considerate.

Cosa significa 10 miliardi di UFC?

Significa che il prodotto dichiara una quantità di dieci miliardi di unità formanti colonia, secondo il riferimento indicato dal produttore. È importante verificare se il dato riguarda una capsula, la dose giornaliera, il momento della produzione o la fine della conservazione.

Un integratore con 50 miliardi di UFC è migliore di uno con 10 miliardi?

Non necessariamente. La quantità è soltanto uno dei parametri da considerare. Contano anche l’identità dei microrganismi, la formulazione, la dose e le informazioni scientifiche disponibili.

Cosa significa gastroprotetto?

Indica una caratteristica tecnologica della formulazione studiata per proteggere determinati componenti durante il passaggio nell’ambiente gastrico. Non rappresenta, da sola, una garanzia di efficacia.

I fermenti lattici devono essere conservati in frigorifero?

Non tutti. Le condizioni dipendono dal prodotto. È importante seguire le istruzioni specifiche presenti sulla confezione, anche dopo l’apertura.

Nel caso di Acticolon AVD Reform, l’etichetta raccomanda di conservarlo preferibilmente in frigorifero dopo l’apertura.

I fermenti lattici e i prebiotici sono la stessa cosa?

No. I primi sono microrganismi; i prebiotici sono substrati utilizzati selettivamente dai microrganismi dell’ospite, secondo una definizione scientifica specifica.

Posso scegliere un integratore soltanto in base al numero di ceppi?

No. Avere più ceppi non significa automaticamente avere un prodotto migliore. È più utile conoscere quali microrganismi sono presenti e come è formulato l’integratore.

Quanti fermenti lattici contiene Acticolon AVD Reform?

L’etichetta dichiara non meno di 1 miliardo di UFC per ciascuno dei tre microrganismi presenti, per un totale minimo di 3 miliardi di UFC nella dose giornaliera di 2 capsule.

Quante capsule contiene Acticolon AVD Reform?

La confezione contiene 30 capsule vegetali da 400 mg. La modalità d’uso indicata dal produttore è di due capsule al giorno, corrispondenti a una durata teorica di 15 giorni per confezione.

Acticolon contiene glutine o latte?

La confezione riporta la dicitura «No glutine» e segnala che il prodotto potrebbe contenere derivati del latte. In presenza di allergie o particolari esigenze alimentari è importante verificare l’etichetta aggiornata.

Conclusione: scegliere con maggiore consapevolezza

Quando si parla di fermenti lattici, è facile concentrarsi sul numero di miliardi evidenziato sulla confezione. Tuttavia, una scelta consapevole richiede di leggere l’intera etichetta.

Conoscere il significato delle UFC, distinguere specie e ceppi, comprendere cosa indica la gastroprotezione e verificare dose e conservazione permette di confrontare gli integratori in modo più preciso.

Acticolon AVD Reform rappresenta un esempio pratico di formulazione con fermenti lattici vivi in miscela gastroprotetta e frutto-oligosaccaridi, con una composizione dichiarata per dose giornaliera di due capsule.

Consulta la composizione e le modalità d’uso di Acticolon su naturalclic

L’informazione rimane il primo passo per scegliere un integratore in modo consapevole.

Fonti e approfondimenti

  1. Hill C. et al., Expert consensus document: The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the scope and appropriate use of the term probiotic. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 2014.
  2. Gibson G.R. et al., Expert consensus document: The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the definition and scope of prebiotics. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, 2017.
  3. Ministero della Salute, linee guida sui probiotici e prebiotici negli alimenti.
  4. Acticolon AVD Reform, etichetta originale della confezione da 30 capsule.

Le informazioni presenti nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario. Per composizione, dose e avvertenze fare sempre riferimento all’etichetta aggiornata del prodotto.